Splintaggio parodontale: perché potrebbe non essere una buona idea

Hai alcuni denti che si muovono e il tuo dentista ti ha proposto lo splintaggio parodontale per tenerli fermi? Splintare significa “legare” i denti tra loro e può essere efficace nel breve periodo: in futuro, però, potrebbe crearti seri problemi, in particolare se hai una piorrea (parodontite) fuori controllo. In questo articolo scoprirai come funziona lo splintaggio e perché esistono alternative migliori per garantire la salute del tuo sorriso. Perché i miei denti si muovono? Se quando mastichi i tuoi denti ti sembrano instabili e si muovono a ogni minima sollecitazione, potresti soffrire di parodontite (piorrea) grave. La piorrea è un’infiammazione cronica del parodonto, ovvero l’insieme dei tessuti che sostengono i denti. Se lasciata libera di svilupparsi, questa patologia aggredisce l’osso al di sotto delle gengive e rende i denti sempre più instabili, fino a farli cadere. La parodontite ha una componente genetica e una batterica: genetica: alcune persone hanno per natura gengive delicate, sottili e facilmente aggredibili dai batteri. Questa condizione è inscritta nei geni dell’individuo e non può essere modificata; batterica: questa malattia nasce anche a causa dei batteri che si depositano sui denti e che aggrediscono l’osso e le gengive. Così si sviluppano recessioni gengivali e tasche parodontali. A oggi non esistono ancora terapie geniche che cambino il DNA, per cui l’unico aspetto su cui si può intervenire sono i batteri. Attraverso terapie come l’igiene orale con laser, è possibile controllare l’avanzamento della piorrea, eliminando i batteri e contrastarne l’accesso al di sotto della gengiva. Splintaggio dei denti: cos’é? Di fronte a denti molto instabili colpiti da parodontite, alcuni dentisti propongono ai pazienti lo splintaggio parodontale. Splintare i denti significa incollare un filo di metallo (o altri materiali) sulla superficie interna dei denti, in modo tale da bloccarli. Legare insieme i denti in questo modo ha un grande vantaggio: può darti davvero l’impressione che la mobilità si riduca di molto. Ma questo intervento può anche fermare la piorrea? Splintaggio per parodontite: funziona? Di per sé, lo splintaggio fa bene il suo lavoro, ovvero quello di bloccare temporaneamente i denti che si muovono. Ma ciò non significa che automaticamente blocchi anche la tua parodontite. Anzi, spesso può addirittura aggravarla. Questo perché il filo incollato ai denti può renderti più difficile pulirli in modo adeguato. I batteri che non riesci a eliminare con l’igiene orale si depositeranno giorno dopo giorno sui tessuti parodontali, aggravando la distruzione delle basi ossee. Lo splintaggio parodontale, dunque, non può essere considerato una terapia per la tua piorrea, perché si limita infatti a bloccare solo uno dei sintomi della malattia, ovvero la mobilità dentale. In pratica, se non riesci a mantenere un’ottima igiene orale, può rivelarsi un vero boomerang per la salute del tuo sorriso. Splintare è spesso un punto di non ritorno Quando una persona entra nel mio studio e mi chiede di splintare i suoi denti, spesso gli rispondo di no. Non perché voglia rifiutarmi di aiutare un paziente, ma perché ritengo che lo splintaggio potrebbe avere conseguenze deleterie per l’estetica e la funzionalità della sua dentatura. Se ti hanno consigliato di splintare i tuoi denti, devi essere consapevole che prima o poi li perderai (se non hai un ottimo controllo della placca batterica). A quel punto, però il tuo osso sarà talmente consumato che sarà difficile (a volte impossibile) sostituire i tuoi denti con dei solidi impianti dentali. A meno che non ti sottoponi a impegnativi interventi di rigenerazione ossea, dovrai accontentarti di indossare una protesi mobile, che è molto scomoda, instabile e ti renderà difficile masticare. In pratica, scegliendo lo splintaggio potresti trovarti a un punto di non ritorno, nel quale non potrai scegliere l’opzione migliore per la salute del tuo sorriso: gli impianti dentali con tecniche mini invasive. Impianti dentali: la soluzione migliore Se senti i denti che “ballano”, è normale che tu voglia trovare il modo più rapido per sentirli fermi. Lo splintaggio parodontale può soddisfare questo tuo bisogno immediato. Ma, come abbiamo visto, alla lunga potrebbe rivelarsi dannoso per la tua bocca. Per questo, consiglio sempre ai miei pazienti in dentizione terminale, di fare una scelta più lungimirante e mettere degli impianti dentali. Questi piccoli dispositivi in titanio svolgono la stessa funzione delle radici dei tuoi denti sani e quindi garantiscono da subito una stabilità eccellente. È inutile girarci intorno: mangiare con i denti fissi su impianti è più comodo che masticare con una dentiera. Senza contare che offrono un’estetica migliore e possono predisporti meno a particolari patologie, come le cardiopatie. Tuttavia, se scegli la strada degli impianti, devi farlo nel più breve tempo possibile. Perché? Per approfondire: “Vuoi vivere di più? Butta via la dentiera“ Impianti: perché agire ora Se decidi di mettere gli impianti, devi farlo al più presto. Non dovresti permetterti di dire: “Ora faccio lo splintaggio e in futuro metterò gli impianti”. Questo perché splintare i denti – senza un ottimo controllo della placca batterica – può aggravare la tua piorrea: più l’osso si ritira e più gli impianti che metterai saranno difficili da posizionare. Inoltre, sarai costretto – se non fosse possibile fare la rigenerazione ossea – a mettere delle corone dentali più lunghe, per compensare il livello di osso che hai perso. Così facendo, però, i tuoi impianti saranno messi a dura prova, perché saranno troppo piccoli per sostenere denti di quelle dimensioni. I denti sono come grattacieli, le cui fondamenta sono le radici. Non si dovrebbero costruire dei grattacieli che poggiano su fondamenta piccole: perché dopo poco tempo non reggono più. Lo stesso vale per gli impianti dentali: le radici artificiali devono avere una lunghezza proporzionata alla lunghezza delle corone che sostengono. Quindi, se metti gli impianti troppo tardi il tuo osso potrebbe essere talmente consumato da poter accogliere nell’immediato solo impianti molto piccoli. Questo potrebbe rendere la riabilitazione protesica implantologica meno duratura e potresti perdere gli impianti precocemente. Ecco perché è così importante agire d’anticipo e iniziare già da oggi un trattamento implantologico. Visita la nostra pagina dedicata all’implantologia o prenota una visita in MP DENTAL STUDIO per
La parodontite aumenta il rischio di malattie cardiovascolari?

Hai la parodontite (o piorrea)? Recenti studi suggeriscono che potrebbe esistere una correlazione tra questa condizione e le malattie cardiovascolari. Cosa rischia chi soffre di queste patologie e come può evitare gravi conseguenze per la propria salute? Scoprilo in questo nuovo articolo. Cos’è la parodontite La parodontite è un’infezione batterica dei tessuti che sostengono i denti. Ne soffre circa il 60% degli italiani e colpisce soprattutto gli adulti a partire dai 35 anni. Se non diagnosticata in tempo, la piorrea può diventare irreversibile: distrugge l’osso mascellare e rende i denti instabili, fino a provocarne la caduta prematura. È causata soprattutto da una scarsa igiene orale, malattie croniche, fumo, sensibilità genetica e da altre condizioni mediche. Parodontite e malattie cardiovascolari Solo negli ultimi anni è stato scoperto che gli effetti negativi della piorrea non coinvolgono solo la salute orale, ma anche quella dell’intero organismo. In una ricerca del 2014 alcuni studiosi hanno preso in esame le persone che soffrivano contemporaneamente di parodontite e di cardiopatie. Scoprirono che chi si era sottoposto a terapie contro la piorrea aveva speso il 10-40% in meno per le cure al cuore rispetto a chi invece non aveva fatto nulla. Queste deduzioni confermano i risultati di un altro studio del 2010, secondo cui la malattia parodontale aumenta del 20% la possibilità di soffrire di disturbi cardiovascolari. Perché la piorrea può causare disturbi al cuore Molti dimenticano che la parodontite è un’infezione e quindi – se trascurata – può estendersi alle altre parti dell’organismo. Se i batteri entrano nella circolazione sanguigna, possono arrivare al cuore e infiammarne i tessuti interni. Inoltre, l’infezione alle gengive può facilitare la formazione di placche nelle arterie, che possono ostruirle fino a provocare degli infarti. Curare la parodontite Considerate le conseguenze che la parodontite può provocare all’intera salute del corpo, è fondamentale diagnosticarla il prima possibile. Quindi, se hai sintomi come alito cattivo, gengive molto arrossate, gonfie e sanguinanti, dolore nel masticare e denti mobili, chiamaci subito al numero 045 6702400. Nella tua prima visita in MP DENTAL STUDIO, ti sottoponiamo a 2 esami per valutare se soffri effettivamente di piorrea: sondaggio parodontale: inseriamo una sorta di piccolo righello nel solco gengivale, per rilevare la profondità delle tasche parodontali, la presenza di sanguinamento e la mobilità dei denti; status radiologico: eseguiamo una serie di radiografie endorali a bassa esposizione per individuare riassorbimenti ossei, carie, lesioni della radice ed eventuale tartaro sottogengivale. Questi esami ci servono per formulare una diagnosi precisa, per poi individuare una terapia adeguata alla tua specifica situazione. L’obiettivo sarà quello di rallentare la perdita dell’osso e il riassorbimento della gengiva. Per approfondire: “Pensi di avere la parodontite? Ecco 2 esami per diagnosticarla“ Parodontite e impianti dentali Nel caso tu debba riabilitare la tua dentatura con degli impianti dentali, sarà prima necessario curare o controllare la tua parodontite. Il nostro team è specializzato in implantologia e per questo siamo molto attenti alle possibili problematiche che la malattia parodontale può provocare. In vista di un intervento di implantologia, chiediamo sempre ai nostri pazienti di sottoporsi a una visita specialistica presso un cardiologo. In questa maniera possiamo assicurarci che non ci siano patologie che possano compromettere il lavoro di riabilitazione e la tua salute generale. Per garantire il massimo comfort e benessere in studio, abbiamo sviluppato una sistematica adatta anche ai pazienti con disturbi cardiocircolatori. Smart Implant è il nostro sistema digitale brevettato, che consente di inserire gli impianti dentali in modo non invasivo, senza tagli né suture. L’utilizzo della sedazione cosciente permette di ridurre l’ansia e l’agitazione, fattori che possono essere deleteri per chi soffre di queste patologie. Prenota ora una visita specialistica nel nostro studio.
Come lavarsi (davvero) i denti con lo spazzolino elettrico

Hai sempre usato lo spazzolino manuale e non sai come lavarti i denti con lo spazzolino elettrico? Oppure hai il dubbio di esserti sempre spazzolato in modo scorretto? In questo articolo imparerai un metodo semplice per pulirti i denti in modo davvero efficace. Ma perché è così importante saper spazzolare bene i denti? Perché mantenere un’ottima igiene orale è il primo passo per prevenire carie, gengiviti e parodontiti, condizioni che alla lunga possono creare seri problemi alla salute della tua bocca. Per approfondire: Meglio lo spazzolino elettrico o quello manuale? Come pulire i denti con lo spazzolino elettrico In MP DENTAL STUDIO, per insegnare ai nostri pazienti come lavare i denti con lo spazzolino elettrico, dividiamo questa manovra in 2 semplici fasi: Fase 1: setole parallele Poni la testina dello spazzolino in modo che sia parallela alla superficie dei denti, con la punta delle setole rivolta verso le gengive. In un primo momento puoi esercitarti a tenere questa posizione con lo spazzolino spento, spostandolo in ogni punto delle arcate dentali, all’interno e all’esterno. Fase 2: inclinazione di 45 gradi Dalla posizione parallela, ruota lo spazzolino di 45 gradi e schiaccia bene le setole contro i denti e la gengiva. A questo punto dovrai far scivolare le setole lungo l’arcata dentale. Durante lo spostamento, noterai che le setole seguono l’anatomia dei denti, mentre la loro punta vibra sopra il margine della gengiva. Questo movimento è fondamentale, perché massaggia le gengive e favorisce l’afflusso di ossigeno nei vasi sanguigni, rendendo i tessuti più tonici e sani. Se ti capita di perdere il controllo, ovvero se ti scivola lo spazzolino da questa posizione, torna lo stesso punto e riparti dalla fase 1. Dopo aver lavato bene entrambe le arcate dentali, spazzola bene anche il dorso della lingua con un po’ di dentifricio. È importante raschiare la sua superficie perché la lingua è ricca di papille che trattengono con facilità la placca batterica. Quante volte lavare i denti al giorno I denti vanno infatti spazzolati tutti i giorni 3 volte al giorno, ovvero dopo i pasti. Intatti, le manovre che abbiamo visto finora sono efficaci solo se mantieni una certa regolarità e frequenza, altrimenti è tutto inutile. Per quanto tempo bisogna lavare i denti Se non hai particolari problemi alle gengive, ti bastano 2 minuti per spazzolare i denti per un tempo sufficiente. Se invece soffri di infiammazioni e sanguinamenti frequenti, ti consigliamo di spazzolarli per 5 minuti o più: questo infatti è il tempo necessario per massaggiare le gengive e renderle toniche e ossigenate. Dopo quanto tempo lavare i denti Lavare i denti subito dopo aver finito di mangiare è un errore che commettono in tanti. Da bambino ti sarà capitato di ricevere le raccomandazioni di dentisti e genitori su quanto fosse importante spazzolare i denti il prima possibile. In realtà, il momento ideale per lavarli è almeno 1 ora dopo che hai finito di mangiare. Perché aspettare così tanto? Perché durante la masticazione aumenta l’acidità all’interno della bocca: se sfreghi i denti con lo spazzolino subito dopo mangiato, rischi di rimuovere lo smalto con le setole. Ogni quanto cambiare testine spazzolino elettrico La durata delle testine dello spazzolino elettrico, come negli spazzolini manuali, è sempre variabile. Ad ogni pulizia, controlla che le setole siano ben dritte: quando cominciano ad aprirsi e a spettinarsi, vuol dire che è ora di cambiare la testina. Le testine consumate non funzionano bene come quelle nuove e quindi anche se sei convinto di lavarti bene i denti, in realtà non stai rimuovendo la placca in modo efficace. Quale spazzolino elettrico scegliere In commercio esistono spazzolini delle marche più disparate. Ma ciò che conta non è tanto il produttore, quanto la potenza del motore dello spazzolino, che deve essere elevata. Questo perché – per eseguire gli esercizi indicati in questo articolo – si esercita una forte pressione sui denti e quindi il motore deve essere potente a sufficienza da far oscillare le testine anche durante lo schiacciamento. In generale, gli spazzolini elettrici che costano dagli € 80 in su hanno motori adeguati a questo scopo. Spazzolare i denti non basta Lavare i denti con lo spazzolino elettrico è il minimo che tu possa fare per mantenere la salute della tua bocca. Tuttavia, non è sufficiente limitarsi allo spazzolamento. Per eliminare la placca anche dagli spazi tra i denti, devi passare il filo interdentale. Il nostro suggerimento è quello di usarlo tutti i giorni, almeno una volta al giorno. Ma anche il filo non basta. Ogni 6 mesi devi prenotare una visita dal tuo dentista per sottoporti a un’igiene orale professionale. Spazzolino e filo infatti sono ottimi strumenti, ma non possono fare nulla per togliere il tartaro, in particolare quello che si deposita sotto la gengiva.
Parodontite giovanile: cos’è e come scoprirla in tempo

Chi ha detto che la parodontite (o piorrea) è affare solo degli adulti? Esiste infatti una forma aggressiva della patologia che colpisce anche gli adolescenti. Nella sua fase più grave la parodontite giovanile provoca una grave perdita delle gengive e dell’osso che sostiene i denti, creando problemi estetici e di salute non indifferenti. Vediamo quali sono i sintomi, le cause e le possibili cure di questa patologia. Parodontite giovanile: sintomi La parodontite spesso è preceduta dalla gengivite, ovvero un’infiammazione delle gengive che provoca gonfiore e sanguinamento. In questo caso, quindi, è facile individuarla e attuare le terapie necessarie a contrastarla. Purtroppo la parodontite giovanile non sempre dà indizi evidenti della sua presenza, tant’è che la maggior parte dei pazienti se ne accorge quando è ormai troppo tardi. Quando i denti cominciano a muoversi, la patologia è già in atto e con il tempo può portare alla perdita totale degli elementi dentali. Per questo motivo, è molto importante che anche gli adolescenti si sottopongano a esami specifici per verificare la perdita di tessuto parodontale. Parodontite giovanile: cause La causa principale della parodontite è l’ereditarietà genetica: se i genitori di un ragazzino hanno questa malattia, c’è una buona probabilità che anche il loro figlio ne possa soffrire. In ogni caso, è importante educare i propri figli a una corretta e regolare igiene orale domiciliare: una scarsa pulizia dei denti può infatti favorire la proliferazione dei batteri, che possono aggravare la malattia. Altri fattori che incidono sull’insorgenza della parodontite giovanile sono il fumo e alcune patologie come il diabete di tipo I e la sindrome di Down. Parodontite giovanile: cura La parodontite giovanile è curabile solo se individuata nella sua fase iniziale, ovvero quando è asintomatica. Superata una certa soglia di gravità, infatti, diventa cronica e a quel punto non si può fare altro che limitare lo sviluppo della malattia. Quindi, l’unico modo per curare la parodontite giovanile è individuarla in tempo, per consentire l’applicazione di terapie specifiche. Per valutare lo stato di salute dei tessuti parodontali, in MP Dental Studio eseguiamo lo status e il sondaggio, 2 esami che permettono di: diagnosticare in modo preciso la patologia tracciarne l’avanzamento negli anni. Con una diagnosi tempestiva è possibile curare la parodontite giovanile anche attraverso terapie con il laser, che permettono di eliminare i batteri responsabili dell’infiammazione e rigenerare i tessuti andati persi. Prenota una visita in MP Dental Studio per verificare lo stato di salute delle tue gengive o di quelle dei tuoi figli 045 6702400 393 5138 210
Meglio lo spazzolino elettrico o quello manuale?

Lavarsi bene i denti con spazzolino e filo interdentale è la base per prendersi cura della propria salute orale. Molte persone, però, compresi alcuni nostri pazienti, si chiedono se sia più efficace lo spazzolino elettrico o quello manuale. Entrambi sono ottimi dispositivi per rimuovere la placca – il nemico numero 1 della salute dei denti e delle gengive – ma hanno delle caratteristiche un po’ diverse tra loro. In questo articolo analizzeremo pro e contro di entrambi, per decretare una volta per tutte se è meglio lo spazzolino elettrico o quello normale. Spazzolino elettrico: vantaggi Le setole dello spazzolino elettrico sono progettate per compiere diversi movimenti, come vibrare, oscillare e pulsare: tutti fattori che facilitano la rimozione profonda della placca sedimentata su denti e gengive. E proprio i movimenti delle setole determinano i maggiori vantaggi di questo dispositivo: Il più efficace nel rimuovere la placca Uno studio ha dimostrato che che lo spazzolino elettrico favorisce la diminuzione della placca e della gengivite rispetto allo spazzolino manuale. Dopo 3 mesi di utilizzo, la placca si riduce del 21% e la gengivite dell’11%. Inoltre, gli spazzolini con le testine oscillanti sembrano funzionare meglio rispetto a quelli con setole solo vibranti. Comodo per chi ha mobilità limitata Quando ti lavi i denti, lo spazzolino elettrico fa la maggior parte del lavoro per te. Per questo può essere d’aiuto per chi ha difficoltà a compiere certi movimenti, ovvero persone con problemi come: tunnel carpale artrite disabilità dello sviluppo Timer incorporato In media, le persone che usano lo spazzolino manuale si lavano i denti per circa 46 secondi, troppo poco per rimuovere gran parte della placca. Molti spazzolini elettrici hanno un timer interno che ti induce a spazzolarti per un tempo sufficiente a garantire una pulizia adeguata della bocca. Nel nostro studio dentistico consigliamo ai pazienti di lavarsi i denti per almeno 2 minuti, 5 per chi ha problemi di sanguinamento. Migliora la concentrazione Una ricerca pubblicata su “The Journal of Clinical Dentistry” ha dimostrato che le persone sono più concentrate quando utilizzano uno spazzolino elettrico. Ciò migliora l’esperienza di spazzolamento, che può quindi incrementare la qualità generale della pulizia dei denti. Gengive al sicuro Se usato nel modo giusto, lo spazzolino elettrico non danneggia le gengive, ma al contrario ne favorisce la salute generale. Il massaggio delle setole sulle gengive aumenta l’afflusso di sangue ai capillari, che portano maggior ossigeno ai tessuti paradontali. Spazzolino elettrico: svantaggi Non è un mistero che gli spazzolini elettrici siano più costosi di quelli manuali: i prezzi variano dai €15 ai €250 a spazzolino. Le testine di ricambio vengono vendute in pacchetti da 3, 4, 6 o 12 pezzi al costo di circa €9 – €25. Un altro svantaggio è che non tutti apprezzano la sensazione di vibrazione in bocca. Tuttavia, la maggior parte delle persone, dopo un breve periodo di adattamento, si abitua al nuovo strumento. Spazzolino manuale: vantaggi Gli spazzolini manuali – anche se non sono tecnologici come quelli elettrici – sono comunque un discreto strumento per pulire i denti e prevenire la gengivite. Economico Lo spazzolino manuale è molto economico: i costi oscillano tra i €1 e €3. Non consuma energia elettrica Non ha bisogno di batterie né basi di ricarica come lo spazzolino elettrico. Spazzolino manuale: svantaggi Uno studio ha confermato che le persone tendono a spazzolare in modo troppo energico con lo spazzolino manuale, una manovra che può danneggiare denti e gengive. Inoltre richiede più impegno: per pulire in modo corretto devi indirizzare con precisione le setole contro la superficie dei denti, in modo da raggiungere anche gli interstizi più difficili. Infine non ti permette di sapere se stai spazzolando per un tempo sufficiente, visto che non ha un timer incluso. Per questo motivo, ti consiglio di utilizzare un timer da cucina per cronometrare il tuo tempo di spazzolamento. Quale spazzolino scegliere? Come abbiamo visto, entrambe le soluzioni hanno i propri vantaggi e svantaggi. Tuttavia, ai nostri pazienti consigliamo sempre di preferire lo spazzolino elettrico perché – secondo la nostra esperienza – pulisce meglio di quello manuale, ma solo se ha: testine tonde, oscillanti e rotanti un motore potente. Queste due caratteristiche consentono di esercitare una pressione decisa sui denti e far sì che le setole della testina massaggino il margine gengivale. Questa manovra garantisce un miglior afflusso di ossigeno alla gengiva e ne preserva la tonicità. Prenota una visita in MP Dental Studio per conoscere lo stato di salute dei tuoi denti e delle tue gengive.
Trattamento laser per parodontite: ecco come funziona

La cura laser è uno dei trattamenti più efficaci per combattere la parodontite, in particolare nelle sue fasi più acute. Il dispositivo utilizzato dai dentisti emette dei fasci di luce che alterano e rimuovono gli strati di gengiva colpiti dall’infezione. Vediamo come e perché funziona: Terapia laser per parodontite: come funziona La parodontite – detta anche piorrea – è un’infezione dei tessuti e dell’osso che sostengono i denti. Di solito colpisce gli adulti tra i 30 e i 40 anni ed è causata da scarsa igiene orale, sensibilità genetica, malattie croniche, il fumo e altre condizioni mediche. Per trattare la piorrea di solito i dentisti propongono lo scaling e la levigatura radicolare, due manovre che rimuovono del tutto il tartaro sottogengivale, cosa impossibile con la semplice igiene orale domiciliare. Durante la stessa seduta, il dentista interviene poi con un laser a diodi per eliminare completamente i batteri dal tessuto gengivale. L’energia emessa dai fasci di luce riscalda le cellule staminali all’interno delle tasche paradontali e crea così un sigillo che impedisce ai batteri di depositarsi sotto le gengive. La funzione più importante del laser è però un’altra: quella di preservare e rigenerare il parodonto, ovvero l’insieme delle strutture che sostengono il dente. In pratica, si mette il corpo nelle condizioni di auto-generare i tessuti che il paziente ha perso a causa della parodontite, stimolando la produzione di nuovo tessuto connettivo, osso e collagene. Vantaggi del laser per parodontite Ecco i 4 benefici della terapia al laser per il paziente: 1. Limita il sanguinamento I pazienti con gengivite o parodontite soffrono di gravi sanguinamenti gengivali e perdita d’osso. Il laser assicura l’eliminazione completa dei batteri e ciò aiuta a ridurre il sanguinamento e il gonfiore delle gengive. 2. È personalizzato La potenza del raggio laser può essere modulata a seconda della gravità della malattia parodontale. In questo modo il dentista ha il controllo totale della procedura e può fornire un trattamento calibrato sulle esigenze di ogni paziente. 3. Tempi di guarigione brevi Il trattamento laser causa solo piccoli traumi a denti e gengive e ciò garantisce tempi di guarigione ridotti rispetto agli interventi chirurgici. I pazienti recuperano in fretta e l’intero processo è rapidissimo. 4. Conserva le parti sane dei denti Visto che la cura laser è molto precisa, questa tecnologia può essere usata per preservare le parti sane dei denti mentre si rimuovono le carie. Per i pazienti con gravi infezioni batteriche, conservare la salute dei denti assicura risultati più duraturi. Laser parodontite: opinioni Il giudizio dei nostri pazienti sulla terapia al laser per piorrea sono molto positivi. Eccone alcuni: Durante la visita mi è stata diagnosticata la piorrea e abbiamo iniziato un terapia di scaling con laser ogni 4 mesi. All’inizio il laser mi dava un po’ di fastidio ma con il tempo non ho più sentito nulla. Mi sono sottoposta alla chirurgia parodontale per ripristinare la gengiva persa e salvare alcuni denti che altrimenti Sabina Quando mi sono recato in studio per la pulizia mi hanno diagnosticato la malattia parodontale e il Dott. Peretti mi ha proposto una terapia di tre sedute di scaling con laser in un mese. La situazione delle gengive è decisamente migliorata dopo la terza seduta e ora la mia pulizia periodica è stata riportata ad un intervallo di 4 mesi. Mattia Mi curo da MP DENTAL STUDIO dal 2007 per tenere monitorata la malattia parodontale che già dal 2011 mi era stata diagnosticata. Sto facendo controlli periodici ogni quattro mesi attraverso una terapia di scaling e laser in anestesia locale. Non ho mai provato dolore o fastidio nei giorni successivi. Katia Laser per paradontite: quanto costa In MP Dental Studio il costo di una seduta di scaling per terapie parodontali è di 150 euro. È indicata anche per quei pazienti con impianti che soffrono di perimplantite, la patologia infiammatoria che colpisce i tessuti attorno agli impianti dentali. Oltre alle terapie laser, nel nostro studio eseguiamo anche 2 esami molto precisi per diagnosticare la presenza di malattie paradontali: lo status e il sondaggio radiologico. Il costo della trattamento laser per parodontite comprende: levigatura radicolare per rimuovere il tartaro sotto gengiva disinfezione con perossido di idrogeno curettage e disinfezione con laser a diodi
Gengivite: sintomi e come curarla

La gengivite è un’infiammazione delle gengive: un disturbo lieve, che causa arrossamento, gonfiore e sanguinamento del tessuto gengivale, specie quando ti lavi i denti o usi il filo interdentale. La gengivite è trattabile quando è nel suo stadio iniziale: perciò, se noti i primi sintomi di questa patologia, rivolgiti al tuo dentista. Se trascurata, infatti, può aggravarsi e diventare parodontite, un’infiammazione cronica che causa la caduta dei denti. Gengivite: sintomi Puoi verificare tu stesso se le tue gengive sono in salute. Quando sono sane hanno un colorito rosa, una consistenza tonica, una superficie “a buccia d’arancia”, non sanguinano e formano archi regolari intorno ai denti. Al contrario, puoi accorgerti di avere i sintomi della gengivite se hai un alito cattivo, uno strano sapore in bocca e sanguini quando ti lavi i denti. Le gengive non sane hanno un colore rosso intenso, una consistenza lassa, una superficie liscia (distesa dal gonfiore) e non hanno la classica anatomia ad archi. Gengivite: cause La gengivite può essere causata da un semplice trauma alla gengiva, come uno spazzolamento energico. La sua causa primaria è però la placca batterica: con il tempo questa si calcifica e si trasforma in tartaro, un deposito duro che è impossibile rimuovere con l’igiene orale domiciliare. Di conseguenza i batteri innescano un’irritazione che provoca gonfiore e infiammazione alle gengive. Per contrastare l’infiammazione in corso, il tuo corpo allarga i vasi sanguigni e così le gengive aumentano di volume e si arrossano. Ma l’infiammazione non diminuisce, perché il tartaro è ben attaccato al dente. Il gonfiore favorisce il distaccamento della gengiva dal dente e facilita l’entrata dei batteri sotto di essa. Per questo quando spazzoli i denti esce sangue: perché stai rompendo i vasi sanguigni che si sono dilatati a causa dell’infezione. Gengivite: fattori di rischio Se sei un fumatore, hai più probabilità di essere colpito da gengivite: infatti, il fumo e il tabacco riducono il flusso di sangue e di sostanze nutritive verso i tessuti gengivali. Anche le donne in gravidanza sono predisposte alla gengivite: le modificazioni ormonali, il calo di difese immunitarie, la nausea e i conati di vomito favoriscono l’infiammazione gengivale. Disturbi cardiovascolari, carcinomi, malattie endocrine, disturbi neurologici e altre malattie sistemiche sono anch’esse associate alla comparsa di lesioni alla bocca. Altri fattori di rischio sono la pubertà, il diabete, la propensione genetica, lo stress e in generale le patologie che abbassano le difese immunitarie. Gengivite: cura Come curare la gengivite? È ormai chiaro che batteri e placca dentale sono i maggiori responsabili della gengivite. Per prevenirla, quindi, può essere sufficiente eseguire tutti i giorni un’attenta igiene orale, con filo interdentale, spazzolino e collutorio. Se poi riduci il fumo o smetti di fumare, avrai più possibilità di evitare la gengivite. Il dentista può intervenire eliminando il tartaro delle superfici dentali e risolvendo altri fattori che irritano la gengiva, come carie, protesi incongrue e restauri non idonei alla pulizia. Da MP Dental Studio possiamo aiutarti a combattere la gengivite con diversi tipi di igiene orale professionale, dalle più semplici a quelle che utilizzano il laser, a seconda dello stato di salute della tua bocca. Prenota ora la tua consulenza privata. Prof. Jamal Makarati 045 6702400 393 5138 210 [contact-form-7 id=”543″ title=”Prenota la tua visita”]
Pensi di avere la parodontite? Ecco 2 esami per diagnosticarla

La parodontite, detta anche piorrea, è un’infezione dei tessuti che circondano i denti. Quando il tartaro sotto gengiva si accumula, si formano le tasche parodontali, degli spazi in cui i batteri si sviluppano e innescano l’infezione. Se non curata in tempo, la parodontite può provocare la caduta prematura dei denti. Perciò è importante diagnosticarla il prima possibile, così da evitare che si aggravi e diventi irreversibile. Quindi, se hai le gengive molto gonfie, dal colore rosso acceso e perdi sangue quando ti lavi i denti, chiama subito il tuo dentista. Grazie a 2 esami specifici può stabilire con precisione se hai la parodontite e il livello di gravità che ha raggiunto. Come diagnosticare la parodontite Valutare il prima possibile se hai la parodontite è essenziale per individuare le terapie necessarie per contrastarla tempestivamente. In MP Dental Studio eseguiamo 2 esami precisi per diagnosticarla: il sondaggio parodontale e lo status radiologico. Sondaggio parodontale Il sondaggio parodontale è un esame semplice e indolore per accertare una parodontite. Si utilizza la sonda millimetrata che, inserita nel solco gengivale, permette di rilevare: profondità delle tasche parodontali (oltre i 4 mm sono patologiche); estensione delle recessioni; presenza di sanguinamento; mobilità dei denti. I dati raccolti vengono elaborati da un computer, che esegue un tracciato dell’andamento di osso e gengiva e lo riporta su un disegno schematico. Questo ci è utile per valutare se e quanto stai perdendo gengiva. Status radiologico Lo status radiologico è una serie di radiografie endorali digitali a bassa esposizione che permette di raccogliere informazioni sullo stato del tuo tessuto osseo. È un esame molto preciso: le radiografie sono eseguite a piccoli gruppi di denti e rappresentano porzioni delle arcate dentarie con le reali dimensioni e proporzioni. Consente di raccogliere informazioni come: riassorbimenti dell’osso; presenza di carie; lesioni alla radice; presenza di tartaro sottogengivale. Il confronto tra i risultati di sondaggio e status ci permette di formulare una diagnosi precisa. In questo modo possiamo individuare una terapia su misura per te, che rallenti la perdita dell’osso e l’abbassamento della gengiva. Questi esami andrebbero ripetuti nel corso degli anni per giudicare l’evoluzione della malattia: questo ci consente di valutare se ciò che stiamo facendo per contrastarla è sufficiente. Se hai i sintomi della parodontite, prenota una visita da MP Dental Studio per conoscere il tuo stato di salute. Sapremo proporti le migliori terapie a seconda delle tue esigenze. 045 6702400 393 5138 210
Parodontite: sintomi e come curarla

La parodontite – o piorrea – è un’infezione batterica cronica del parodonto, ovvero l’insieme dei tessuti che sostengono i denti. Secondo il Ministero della Salute il 60% degli italiani soffre di questa malattia e colpisce la maggior parte degli adulti dopo i 35-40 anni. È una malattia irreversibile e può farti perdere per sempre i tuoi denti. In questo articolo scopriremo le cause, i sintomi e la cura per questa grave patologia. Cause della parodontite La parodontite è causata da un’eccessiva presenza di alcuni ceppi di batteri in bocca che producono la placca. Se la placca rimane in bocca per tanto tempo senza essere rimossa, i minerali presenti nella saliva pian piano la rendono più dura: si forma così il tartaro. Quando il tartaro si deposita sotto la gengiva, si formano le tasche parodontali, degli spazi in cui questi batteri si moltiplicano e sviluppano l’infezione. A questo punto, la parodontite può provocare il ritiro della gengiva, distruggere l’osso sottostante e rendere i denti instabili, fino a farli cadere. In realtà, ci sono altri fattori che possono provocare la parodontite, come: predisposizione genetica gravidanza fumare malattie sistemiche come diabete e HIV Parodontite: sintomi Le gengive sane sono rosa, toniche, punteggiate come la buccia d’arancia, non sanguinano e formano archi regolari intorno ai denti. Se invece hai le gengive gonfie, infiammate, sanguinanti, arrossate e dall’aspetto spugnoso, sono i sintomi che potresti avere la parodontite. Diagnosi parodontite Stabilire la gravità della parodontite è indispensabile per individuare le terapie necessarie a trattarla. Da MP Dental Studio eseguiamo due esami precisi ed efficaci: sondaggio parodontale: una sonda millimetrata, inserita nel solco gengivale, rileva profondità delle tasche, estensione delle recessioni e mobilità dei denti. status radiologico: una serie di radiografie precise che raccolgono informazioni utili come riassorbimenti dell’osso, presenza di carie, tartaro e lesioni della radice. Il confronto tra i risultati di sondaggio e status ci permette di formulare una diagnosi molto precisa. In questo modo possiamo individuare una terapia su misura per te, che rallenti la perdita dell’osso e l’abbassamento della gengiva nel tempo. Parodontite: cura Come curare la parodontite? Il trattamento di questa patologia ha l’obiettivo di bloccarla nella fase in cui si trova al momento della diagnosi. Visto che è difficile curarne le forme più avanzate, prima viene individuata e meglio è. Quindi, se hai i sintomi di cui abbiamo parlato sopra, chiama un dentista al più presto, perché se la lasci sviluppare, la parodontite può farti perdere davvero tutti i denti. La cosa più importante per curare la parodontite è eliminare la placca e il tartaro. Questo lo puoi fare anche tu a casa, con spazzolino elettrico, filo interdentale e collutorio. Ma non basta. Per trattare la malattia devi anche prendere degli appuntamenti con un dentista che ti sottoponga all’igiene orale professionale. Igiene orale per parodontite L’igiene orale specifica per la parodontite è lo scaling, cioè la rimozione minuziosa di placca e tartaro da sotto il livello gengivale. Da MP Dental Studio abbiniamo lo scaling al laser odontoiatrico, per decontaminare le tasche parodontali dove si accumula il tartaro. In questo modo evitiamo di incidere la gengiva, che ti renderebbe difficile parlare e masticare. Scaling e igiene domiciliare insieme possono essere sufficienti per tenere a bada la malattia. Ma negli stadi ancora più gravi, anche lo scaling potrebbe non essere abbastanza efficace. In questi casi è purtroppo necessario un intervento chirurgico. Chirurgia Il chirurgo deve sollevare parti della tua gengiva per poter vedere direttamente la radice malata e l’osso. Poi rimuove placca e tartaro e riposiziona la gengiva nella sua sede iniziale. Questo è un intervento che spesso richiede solo l’anestesia locale. Se il chirurgo nota che hai perso tanto osso, potrebbe essere necessario fare un innesto di nuovo osso. L’innesto è la ricostruzione dell’osso grazie a del midollo osseo estratto da altre parti della bocca, oppure attraverso l’impianto di osso artificiale. È una procedura che di solito si svolge in una serie di appuntamenti, ma a volte può essere sufficiente un’unica seduta in anestesia generale. Prevenzione parodontite La cosa migliore che puoi fare è impedire che la parodontite si manifesti, per evitare che si sviluppi e diventi irreversibile. Il primo passo per prevenirla è compiere un’ottima igiene orale domiciliare: spazzolino elettrico, filo interdentale e collutorio sono necessari a evitare che la placca si accumuli e diventi tartaro. Questi strumenti sono molto efficaci, ma non sono sufficienti ad eliminare tutti i batteri che si formano nella tua bocca. Per questo dovresti fissare almeno 2 appuntamenti all’anno dal dentista per l’igiene orale professionale. In MP Dental Studio puoi trovare diverse soluzioni per la pulizia dei tuoi denti, a seconda dello stato di salute della tua bocca: detartrasi se hai una bocca sana; igiene laser se soffri di infiammazioni; scaling con laser per trattare la parodontite. Pensi di avere i sintomi della parodontite? Prenota una consulenza da MP Dental Studio. 045 6702400 393 5138 210 [contact-form-7 id=”543″ title=”Prenota la tua visita”]
Perimplantite: quando l’impianto dentale fa male

La perimplantite è un’infiammazione che colpisce i tessuti intorno a un impianto dentale e porta alla perdita dell’osso che lo sostiene. Se non curata al più presto, la perimplantite diventa irreversibile e può provocare la caduta degli impianti. In questo articolo vedremo cause, sintomi e possibili cure di questa patologia. Sintomi Quali sono i sintomi di un’infezione all’impianto dentale? Il primo indizio è il colore della gengiva vicino all’impianto: se vedi che è più chiaro o più scuro del resto della bocca, potrebbe essere in sviluppo una perimplantite. Il secondo indizio della perimplantite sono i sanguinamenti frequenti delle gengive. Se quando ti lavi i denti ti esce molto sangue, questo potrebbe essere un segno che la patologia è in corso. Per fortuna, quando sono presenti solo questi 2 sintomi, l’infezione è ancora nel suo stadio iniziale e quindi può essere curata. Se invece provi dolore quando mastichi e senti l’impianto che si muove, sono chiari segni che la perimplantite ha compromesso la parte più profonda dell’impianto. A questo punto la perdita dell’impianto sarà quasi inevitabile. Cause Le cause della perimplantite sono diverse, ma la più comune è la scarsa igiene orale. Gli impianti dentali sono più esposti agli attacchi di batteri patogeni rispetto ai denti naturali, perché non hanno un legamento parodontale che li protegge. Perciò devi prestare particolare attenzione alla loro pulizia, altrimenti la placca comincerà pian piano a estendersi in profondità e i batteri distruggeranno i tessuti intorno all’impianto e ai denti circostanti. Con il passare del tempo, si formeranno delle tasche perimplantari, in cui il tartaro favorirà l’aggressione dei batteri contro l’osso di sostegno, che con il tempo si consumerà. Cura Il trattamento della perimplantite è affidato all’igienista dentale, che cerca di eliminare il maggior numero di batteri nei tessuti sottogengivali dell’impianto. L’igienista utilizza un laser a diodi con cui deterge e disinfetta la zona infiammata, per mantenere questa situazione di salute il più a lungo possibile. Se questa operazione non è sufficiente, è necessario eseguire terapie chirurgiche specifiche. In questi casi, il chirurgo deve scollare i tessuti perimplantari e levigare la superficie implantare a cielo aperto. Poi deve richiudere i tessuti gengivali e, se necessario, rigenerare l’osso perduto. Come prevenire la perimplantite Prevenire è sempre meglio che curare e la perimplantite non fa eccezione a questa regola. Se vuoi prevenire la perimplantite, devi compiere tutti i giorni una perfetta igiene orale domiciliare con spazzolino elettrico, filo interdentale, scovolino, idropulsore e collutorio. Inoltre, dovrai sottoporti periodicamente all’igiene orale professionale dal tuo dentista, necessaria per rimuovere il tartaro, anche sotto gengiva. È importante accorgersi in tempo delle infiammazioni alla gengiva nella zona degli impianti. Non appena senti i primi sintomi di perimplantite, non esitare a contattare il tuo dentista, così potrà trattare la malattia prima che degeneri. La prevenzione in MP Dental Studio Molte persone con impianti dentali purtroppo non sono consapevoli che rischiano di perderli se non seguono procedure di mantenimento professionali. Per questa ragione, noi di MP Dental Studio abbiamo aperto una nuova struttura dedicata alla cura specifica di pazienti con impianti dentali e altri lavori protesici come faccette estetiche e corone. Il nostro lavoro consiste nel monitorare negli anni lo stato di salute dei tessuti della bocca, in modo da prevenire efficacemente la nascita di patologie. Per i pazienti con perimplantite in stato avanzato eseguiamo 2 esami che ci permettono di individuarla e verificarne la gravità: il sondaggio e lo status radiologico. In base ai risultati degli esami, formuliamo una terapia su misura, in modo che rallenti la perdita dell’osso e l’abbassamento della gengiva nel tempo. Status e sondaggio vengono poi ripetuti nel corso degli anni per giudicare l’evoluzione della malattia e valutare se ciò che è stato fatto per contrastarla è sufficiente.