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Canini inclusi: tuo figlio ne soffre? Ecco come scoprirlo

Canini inclusi: tuo figlio ne soffre? Ecco come scoprirlo

In un articolo precedente abbiamo parlato dei fattori di rischio e delle cause che determinano l’inclusione dei canini.

Si tratta di una condizione abbastanza diffusa tra i bambini, che si verifica quando i canini definitivi non riescono a fuoriuscire dalla gengiva quando dovrebbero.

In questo nuovo articolo approfondiremo quali sono gli esami a cui dovresti sottoporre tuo figlio per capire se ne è soggetto.

Quando lo porterai in visita dall’ortodontista, verrà sottoposto a 2 tipi di esame: uno clinico e l’altro radiologico. Scopriamoli insieme.

Esame clinico

Bambino si sottopone alla sua prima visita ortodontica

Durante questa visita, l’ortodontista verifica in prima persona se davvero il canino (o i canini) definitivo di tuo figlio non è ancora spuntato fuori.

Per fare questa valutazione, il clinico tasta la gengiva esterna (verso la guancia) e quella interna (verso il palato), per cercare di percepire il canino.

Se dovesse sentirlo, a quel punto si aprono 2 scenari diversi:

  • se il canino è superficiale, può essere che in realtà non sia davvero incluso, ma solo un po’ in ritardo nell’eruzione. In tal caso, si rimanda tutto a una seconda valutazione dopo 6 mesi;
  • se invece l’ortodontista dovesse percepire un bozzo molto marcato (o non percepirlo del tutto), a quel punto ordinerà ulteriori esami radiografici.

Esami radiografici

Una serie di radiografie permette di ottenere una diagnosi molto più oggettiva rispetto alla valutazione clinica. Di solito in MP DENTAL STUDIO eseguiamo 2 tipi di esami radiografici:

  1. panoramica
  2. cone beam

Panoramica

La panoramica (ortopantomografia) è una radiografia a bassa esposizione che svolgiamo di routine su tutti i nostri pazienti.

È un esame per certi versi limitato – ci fornisce infatti un’immagine a sole 2 dimensioni – ma che ci permette di valutare numerosi aspetti importanti, ovvero:

  • la forma della radice del canino incluso. Per esempio, se il dente ha una radice a forma di uncino, sarà più difficile “pescarlo” e riportarlo nella giusta posizione;
  • la posizione del canino. Nel caso in cui fosse mal posizionato rispetto agli altri denti, conoscere questo dato permette di valutare a priori se sia il caso di recuperarlo oppure di toglierlo;
  • se il canino è presente o è agenesico;
  • se il canino incluso (nel caso lo sia davvero) sta spingendo sulle radici dei denti vicini, facendole riassorbire.

Quest’ultimo punto è particolarmente delicato. Il riassorbimento radicolare non è da sottovalutare e spesso colpisce il dente che dovrebbe fare da guida alla fuoriuscita del canino: l’incisivo laterale.

Se quest’ultimo ha una radice debole, la pressione del canino su di essa può farla riassorbire in modo importante, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’incisivo stesso.

A volte il canino si trova in posizioni tali da causare danni anche più gravi. Per esempio, quando si trova in orizzontale rispetto agli altri denti, può scontrarsi con diverse radici, facendole riassorbire tutte.

Per tutte queste ragioni, la panoramica si rivela uno strumento indispensabile per eseguire le prime valutazioni rispetto all’inclusione dei canini.

Se la radiografia ci conferma che il dente è effettivamente incluso, passiamo all’esame successivo: la cone beam.

Cone beam

Cone beam: radiografia tridimensionale

La cone beam è una radiografia tridimensionale ad alta definizione che mostra l’anatomia della zona in cui è presente il canino e i denti vicini.

È un apparecchiatura a basso dosaggio di radiazioni, per cui è particolarmente adatta ai bambini, a differenza delle TAC che si facevano fino a poco tempo fa.

È un esame essenziale perché ci dice quello che la semplice panoramica non ci permette di capire, per esempio se il canino è rivolto verso la guancia o il palato.

Consente anche di analizzare la relazione tra questo dente e le strutture delicate vicine – come seni mascellari e nervi – per non rischiare di danneggiarle.

Inoltre, permette di valutare la quantità di osso che sta incarcerando la corona del canino. Si tratta di un dato importante, perché ci dà un’idea precisa se l’intervento per far uscire il dente sarà impegnativo oppure no.

Inoltre, in alcuni casi la cone beam può rivelare se il canino è in anchilosi, ovvero se non è uscito perché è letteralmente fuso con l’osso. In questi casi, sarà impossibile da recuperare e non si potrà fare altro che levarlo.

Conclusione

L’esame clinico, la panoramica e la cone beam sono 3 esami indispensabili per determinare con assoluta precisione se i canini di tuo figlio sono davvero inclusi.

Questo iter – che coniuga esperienza professionale e tecnologia – ci permette di agire con cognizione di causa, individuando le terapie più adatte per risolvere il suo problema.

Se sospetti che il tuo bambino soffra di inclusione dei canini, prenota la sua prima visita ortodontica in MP DENTAL STUDIO o chiamaci allo 0456702400.

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